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Colloquium Approfondimento

APPROFONDIMENTO SUL COLLOQUIUM “SILK AND BELT ROADS”. Lo scorso 18 maggio, presso la Shanghai University, si è tenuto il Colloquium “Silk and Belt Roads” organizzato dal nostro socio Lorenzo Riccardi e co-sponsorizzato da AAIIC. All’evento hanno partecipato più di un centinaio di persone, provenienti dall’accademia, dalle istituzioni e dal mondo imprenditoriale. Qui di seguito riportiamo un breve riassunto degli interventi dei partecipanti.

He Shuquan – SSWE Secretary General and Shanghai University
SSWE Secretary General and Shanghai University
After giving a presentation of Shanghai University, Professor He presented an introduction and a framework about Xi Jinping’s Belt and Road Initiative, giving his insights about cooperation opportunities and future trends of the BRI.

Alberto Manai – Director of Italian Cultural Institute in Shanghai
Introduction of Italian Consulate in Shanghai
Mr Manai welcomed the guests to the Colloquium and gave a presentation on the Italian Consulate in Shanghai and their links with the Belt and Road Initiative.

Ivan Cardillo – AAIIC Chairman
Introduction of the Scholars Association
Mr Cardillo introduced the Association of Italian Scholars in China. Founded in 2015 has a presence in more than 10 cities across China, the AAIIC aims to gather and spread scientific and academic information between Italian and Chinese universities.

Ulugbekov Azizbek – Consul of Uzbekistan in Shanghai
Economic opportunities in Central Asia
Mr Azizbek gave the assembly a thorough presentation about history, economics and culture of Uzbekistan. His speech was illustrated by videos about the country.

Davide Cucino – Chairman of China-Italy Chamber of Commerce
Maritime Silk Road
Mr Cucino introduced specific features of the Maritime Silk Road by linking historic and economic data as well as analysing the last project to date: the Polar Silk Road.

Carlo D’Andrea – Chairman of the European Chamber in Shanghai
Introduction on trade China-Europe
Mr D’Andrea intorduced Europe-China historical relations to present economic, trade and political issues along the Belt and Road Initiative.

Lorenzo Riccardi – Shanghai University, RsA Asia
Managing Partner of RsA Asia in Shanghai
Mr Riccardi introduced elements of International Taxation within the framework of the BRI. He gave examples of he impact of tax planning across Asia, Europe and Africa in order to optimize investment opportunities along the Belt Road Initiative.

Michele Geraci – China Economist and Professor of Finance, NYU
M&A China-Italy
Through a video presentation, Professor Geraci developed the “Geraci Plan”, giving insights on how the European Government should interfere in regards to Chinese M&A investments in Italy.

Roberto Donà – Xi’an Jiaotong Liverpool University
Professor at XJTLU
Through an assessment of the Globe connectivity, Professor Donà highlighted main characteristics of the BRI and developed opportunities in various sectors of the industry.

Maximilian Rech – Director ESSCA School of Management, Shanghai
Power & Coopetition along the BRI
Professor Rech displayed a research study on investments along the BRI, linking the expertise of various actors and demonstrating his method by a case study on railway construction in Malaysia.

Stefano Beltrame – General Consul of Italy in Shanghai
Conclusion and relationship Italy-China along the BRI
Mr Beltrame ended the seminar by sharing his views on the Belt Road Initiative. Mr Beltrame shared comments based on his expertise on history, diplomacy and geopolitics to share ideas on BRI meaning.

 

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Il progetto Diritto Cinese premiato dalla TV di Wuhan

PREMIATO IL PROGETTO DIRITTOCINESE.COM DALLA TV DI WUHAN. Lo scorso 5 Maggio, la televisione di Wuhan ha premiato come migliore notizia della provincia dello Hubei il servizio dedicato al blog del Presidente AAIIC Ivan Cardillo, Diritto Cinese. Il progetto, si propone di diffondere la conoscenza del diritto cinese e, più in generale, della cultura giuridica cinese tradizionale e moderna.

Il 4 maggio ivan Cardillo è stato anche assegnatario del premio migliore giovane docente dell’Università Zhongnan University of Economics and Law in occasione della giornata in cui la Cina festggia i giovani talenti in ricordo del Movimento del 4 maggio 1919.

 

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Un approfondimento sulla Giornata della Ricerca

APPROFONDIMENTO SULLA GIORNATA DELLA RICERCA, PECHINO 2018.  Il 13 aprile si e’ celebrata a Pechino presso l’Ambasciata d’Italia la prima Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo che ha visto analoghe manifestazioni in oltre 50 sedi. Hanno partecipato alla giornata in Cina piu’ di 50 ricercatori italiani provenienti da varie universita’ e centri di ricerca del Paese, che hanno saputo mobilitarsi nonostante le distanze e le difficolta’ nell’affrontare lunghi spostamenti. La Giornata e’ stata articolata in due momenti distinti, uno aperto in lingua inglese dedicato alla presentazione dei principali risultati della ricerca italiana nel corso del 2017 e della collaborazione scientifica bilaterale, e un secondo costituito da un workshop organizzato in gruppi di lavoro tematici riservato ai ricercatori italiani.
Nel suo discorso introduttivo l’Ambasciatore ha sottolineato come il tema della innovazione e della ricerca sia al centro degli interessi dello stesso Presidente Xi Jinping che in ogni occasione, ad esempio durante la recente sessione dell’Assemblea del Popolo, ha sottolineato con grande enfasi il loro ruolo trainante nello sviluppo del Paese. Per la Cina gli investimenti in ricerca, tecnologia e capitale umano sono una priorita’ e pertanto la collaborazione bilaterale in questi campi assume un ruolo sempre piu’ strategico.
Nel corso della prima sessione vi sono stati anche gli interventi dell’ufficio scientifico della Delegazione Europea e della National Natural Science Foundation of China (NNSFC). Durante il primo intervento e’ stato sottolineato il ruolo importante svolto dalla ricerca italiana nell’ambito dei progetti di Horizon 2020 con la Cina, dove l’Italia puo’ vantare un’ottima percentuale di successi. La collaborazione tra i Paesi membri viene considerata una delle chiavi di successo per lo sviluppo di grandi progetti scientifici con la Cina. La NNSFC ha mostrato il suo ruolo fondamentale nel finanziamento della ricerca di base in Cina, e i nuovi accordi siglati con i Miur e il CNR che hanno permesso il recente finanziamento di numerosi progetti di ricerca bilaterali. Il prof. Plinio Innocenzi ha quindi illustrato i recenti successi della collaborazione tra Italia e Cina, tra cui il recente lancio del satellite CSES, il completamento del progetto di mappatura della luna e i grandi esperimenti di fisica JUNO e BESIII in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

In occasione della Giornata della Ricerca Italiana e’ stato istituito il Premio Xu Guangqi, conferito al ricercatore italiano (da almeno due anni residente in Cina) che si e’ maggiormente distinto per la sua attivita’ di ricerca. L’intitolazione del premio a Xu Guangqi ben sintetizza gli storici legami anche nel settore scientifico tra Italia e Cina: Xu, funzionario imperiale, matematico, agronomo e umanista cinese, grazie alla profonda amicizia con Matteo Ricci, realizzo’ la traduzione degli Elementi di Euclide che si rivelo’ fondamentale per la diffusione della scienza occidentale. A vincere il premio per l’importante contributo all’astrofisica relativistica e’ stato Cosimo Bambi, Junior Chair Professor presso l’Universita’ di Fudan a Shanghai e Humboldt Fellow presso la Eberhard Karls Universitat Tubingena a Tubingen. Il prof. Bambi, selezionato tra una rosa di dieci candidati di ottimo livello, ha illustrato il proprio percorso di ricerca e le proprie attivita’ di ricerca dedicate alla “caccia dei buchi neri nella nostra galassia”. Il prof. Bambi dirige un gruppo di ricerca di oltre 40 persone e ha ottenuto cospicui finanziamenti dalla Cina per svolgere le sue attivita’ di ricerca.
Un significativo momento e’ stato l’incontro tra la comunita’ dei circa 100 ricercatori italiani in Cina, l’AAIIC, con l’ISSNAF che raccoglie negli Stati Uniti oltre 6000 ricercatori italiani. Anche attraverso questa relazione sara’ possibile una crescita di esperienza, con uno scambio tra comunita’ ben diverse nei numeri, ma accomunate da medesimi intenti di fare rete.

La sessione pomeridiana, condotta dagli Addetti Scientifici in Cina, in collaborazione con l’Associazione degli Accademici Italiani in Cina (AAIIC), ha visto tre gruppi di lavoro confrontarsi sul tema: “dalla via della seta alla via della conoscenza”. Questo tema, introdotto nella Lectio all’Universita’ Fudan di Shanghai dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della sua visita in Cina nel febbraio 2017, ha costituito lo spunto per articolare in tre distinte tematiche: 1) ricerca, 2) disseminazione, 3) innovazione. Oltre cinquanta ricercatori hanno partecipato ai gruppi di lavoro di 90 minuti, con una sessione plenaria finale, durante la quale sono state riassunte le principali idee per valorizzare il ruolo dei ricercatori italiani in Cina, eterogenei nella composizione e appartenenti a una molteplicita’ di discipline. Gli esiti dei gruppi di lavoro verranno riassunti e presentato in un numero speciale della Newsletter degli Addetti Scientifici in Cina.

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Report Ministero Istruzione Cinese

NEL 2017 SONO RADDOPPIATI GLI STUDENTI CINESI IN PARTENZA E QUELLI RIENTRATI IN MADREPATRIA.  Dal Ministero cinese dell’Istruzione: nel 2017 gli studenti cinesi all’estero sono stati 608.400, quelli internazionali arrivati in Cina 492.300. Secondo i dati del Ministero cinese dell’istruzione, nel 2017 il totale degli studenti cinesi all’estero ha oltrepassato la soglia di 600.000, toccando un record di 608.400 studenti. Ancora una volta la Cina si è confermata il Paese con il più alto tasso di studenti all’estero. Nel corso dello stesso anno, si stima che il numero degli studenti rientrati in Cina per lavoro sia cresciuto moltissimo rispetto all’anno scorso. In particolare, stiamo parlando di un totale di 480.900 cittadini cinesi, di cui poco meno della metà, ovvero 227.400,  hanno conseguito una laurea di secondo livello, un dottorato di ricerca o un post-doc. L’incremento degli studenti cinesi che ha scelto di specializzarsi oltre la laurea di primo livello è stato del 14.90%. Secondo i dati ministeriali, nel 2017, i numeri di quanti andati all’estero per studio e poi ritornati in patria per lavoro sono raddoppiati. Questi dati sono in linea con le strategie e gli obiettivi nazionali per rafforzare la domanda professionale, e il trend indica che siamo davanti a un fenomeno destinato a crescere. I dati rivelano che il costante aumento del numero degli studenti cinesi all’estero stia crescendo a tal punto da fare della Cina il paese leader nel numero di studenti in partenza per le Università straniere. A quarant’anni dalle politiche di riforma e di apertura, si stima che il numero complessivo dei cinesi all’estero per motivi di studio ha raggiunto quota 5.194.900, e attualmente si stima siano 1.454.100 i cinesi impegnati all’estero per motivi di studio e ricerca.  Nel 2017 si è rilevato che le destinazioni dei soggiorni studio degli studenti cinesi sono state relativamente concentrate in paesi sviluppati come Europa e Stati Uniti, anche se i Paesi parte del progetto “Belt & Road Initiative” hanno registrato una crescita notevole rispetto al passato. In particolare, quest’anno, il numero degli studenti cinesi partiti in questa direzione ha raggiunto quota 66.100, con un incremento del 15.7% rispetto all’anno precedente, facendo registrare il tasso maggiore di crescita. Di questi, ben 3.679 studenti sono partiti a spese dello Stato, alla volta di 37 paesi parte de “Belt & Road Initiative”. Osservando i dati degli studenti cinesi all’estero a partire dal 1978 fino alla fine del 2017, si nota come sia costantemente aumentato il numero di studenti ritornati in Cina, soprattutto per quanto riguarda il rientro dei talenti di alto livello. Di tutti gli studenti cinesi andati all’estero, in totale 3.132.000, una volta terminato il soggiorno di studio, hanno scelto di tornare in patria: un totale che equivale all’83.73% degli studenti cinesi avente completato il percorso di studi all’estero. A partire dal XVIII Congresso del Partito Comunista Cinese il numero degli studenti cinesi all’estero e poi ritornati in Cina è continuato a crescere: un totale di 2.313.600 studenti, che equivale al 73.87% in proporzione a quanto calcolato a partire dagli anni delle politiche di riforma e di apertura. Risulta che, anche nel 2017, si è proseguito con il modello in via sperimentale dei soggiorni di studio all’estero a spese dello Stato, anche se la modalità più frequente rimane quella dei soggiorni all’estero autofinanziati. Sono stati 31.200 gli studenti che, distribuiti fra 94 paesi, sono andati all’estero a spese dello Stato, di cui 12.800 studenti in visita accademica (pari al 41.17%), e 13.200 distribuiti tra laureati di secondo livello e dottori di ricerca (pari al 42.29%). Stiamo parlando di un alto numero di talenti dotati di prospettiva internazionale e capacità concorrenziali, e che rappresentano una riserva strategica per il futuro. Facendo un confronto con l’anno precedente, il numero delle figure professionali inviate a studiare all’estero ha raggiunto la quota di 35.900 persone, pari a un tasso di crescita del 119.71%. Gli studenti cinesi all’estero che si sono autofinanziati sono stati in tutto 541.300, pari all’88.97% del totale generale. Sono stati 489.200 gli studenti internazionali che nel 2017 sono andati in Cina a studiare presso istituti di istruzione superiore

Anche la Cina rappresenta sempre più una meta per gli studenti stranieri, da Asia, Europa e Stati Uniti: sono stati 489.200 gli studenti internazionali che, nel 2017, sono andati in Cina a studiare presso istituti di istruzione superiore: un tasso di crescita di oltre il 10% che si è tenuto costante per due anni, e che ha visto 241.500 studenti ottenere un titolo di studio (un numero pari al 49.38% del totale e a un incremento del 15.04%). Stando ai dati statistici, nel 2017, del totale degli studenti internazionali in Cina, 75.800 hanno ottenuto una laurea di secondo livello o un dottorato di ricerca: un dato che rivela un aumento del 18.62% rispetto al 2016. Questi studenti provengono da 204 paesi e regioni diverse, e che sono andati a studiare in 935 diversi istituti d’istruzione superiore in 31 Province, one a statuto speciale e municipalità. Il flusso di studenti internazionali in Cina è in continua crescita, e vede la Cina come meta principale del continente asiatico per i soggiorni di studio. Facendo un confronto con il 2016, i primi dieci paesi di provenienza degli studenti internazionali sono cambiati visibilmente: in ordine troviamo Corea, Tailandia, Pakistan, Stati Uniti, India, Russia, Giappone, Indonesia, Kazakistan e Laos. Gli studenti internazionali provenienti da paesi parte del progetto “One belt one road” sono stati 317.200 (pari al 64.85% del numero totale e a un incremento dell’11.58%): numeri ben superiori alla media degli altri paesi. Sono 11 le destinazioni tra province e città, come Pechino, Shanghai, le province del Jiangsu, del Zhejiang etc., che hanno accolto 341.900 studenti internazionali, ovvero il 69.88% del totale. I dati mostrano come le borse di studio offerte dal governo cinese siano in continuo aumento, e come abbiano portato gli studenti a venire in Cina per perseguire studi di alto livello e di alta qualità. Nel 2017, 58.600 studenti provenienti da 180 paesi sono giunti in Cina grazie a borse di studio finanziate dal governo cinese: un numero che equivale all’11.97% del totale degli studenti internazionali. Quelli che hanno ottenuto un titolo di studio sono stati 51.600, ovvero l’88.02% del numero totale di studenti borsisti, di cui 40.800 tra quelli che hanno conseguito una laurea di secondo livello o il titolo di dottore di ricerca, pari al 69.57% e a un incremento del 20.06% rispetto al 2016. Un dato interessante è che la differenziazione degli indirizzi di studio degli studenti internazionali in Cina si è fatta più equilibrata, anche se il numero degli studenti in materie legate alle arti liberali è ancora al primo posto, pari a quasi la metà (48.45%) del totale. Il numero degli studenti in ambiti quali ingegneria, management, scienze, arte e agronomia è altresì aumentato significativamente con un tasso di crescita pari all’incirca del 20%. Inoltre, il numero degli studenti internazionali autofinanziati ha raggiunto quota 430.600, corrispondente all’88.03% del totale.

Ringraziamo Lidia Tammaro per la traduzione del testo.

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Giornata della Ricerca 2018

Il 13 Aprile 2018 si è tenuta la prima edizione della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, GRI. Per l’occasione la Farnesina ha promosso 82 iniziative in 54 Paesi considerati strategici per la cooperazione scientifica e tecnologica. In Cina l’evento è stato organizzato dall’Ambasciata Italiana a Pechino. L’Associazione degli Accademici Italiani in Cina ha partecipato attivamente all’evento, organizzando la discussione dei tavoli tematici pomeridiani. Quest’anno, oltre alle istituzioni, è stata presente una delegazione dell’ISSNAF – l’Italian Scientists and Scholars in North America, la Delegazione Europea, la Chinese Academy of Social Science, la National Natural Science Foundation of China. Numerosi i partecipanti e le idee discusse durante i lavori. Lo spirito è stato quello della collaborazione al fine di costruire una Via della Conoscenza.

 

 

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SCHOLARSHIPS FOR STUDYING IN JIANGSU

SCHOLARSHIPS PER STUDIARE NELLA PROVINCIA JIANGSU.

C’è tempo fino al 31 Maggio per partecipare al Jasmine Talent Selection Program for Students to Study in Jiangsu (TSP).  Il programma mette a disposizione diverse borse di studio per studiare presso una della prestigiose Università della Provincia dello Jiangsu e si rivolge a studenti di  varie nazionalità e livello.  Maggiorni info su www.studyinjiangsu.org/ 

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Giornata della ricerca italiana in Cina

GIORNATA DELLA RICERCA ITALIANA IN CINA.

E’ disponibile sul sito dell’Ambasciata Italiana a Pechino il programma completo della giornata della ricerca italiana il prossimo 13 Aprile. La Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo è un’iniziativa promossa dalla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e sarà celebrata con cadenza annuale. Anche se quest’anno in Cina si terrà il 13 Aprile, la data da segnare in calendario è il 15 Aprile: giorno in cui, nel 1452, è nato Leonardo da Vinci.  Quella di Pechino sarà una giornata densa di eventi, talks e incontri. Quest’anno sarà presente anche una delegazione dell’ Italian Scientists and Scholars in North America Foundation (ISSNAF). Il pomeriggio si sarà dedicato al tema: “From the great Silk Road to the new Knowledge Road”, sessione organizzata in collaborazione con AAIIC. Tre i tavoli tematici: ricerca, educazione, innovazione.

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Premio Xu Guangqi per ricercatori italiani in Cina

PREMIO XU GUANGQI.

C’è tempo fino al 5 Aprile per presentare la domanda per il premio Xu Guangqi rivolto a ricercatori italiani in Cina. Possono candidarsi  ricercatori di ogni disciplina e che abbiano raggiunto dei risultati di ricerca di particolare valore secondo quanto documentabile attraverso pubblicazioni, monografie, premi, progetti di prestigio. Il premio, che consisterà in una medaglia e in un diploma, verrà conferito al vincitore il 13 aprile in occasione della Giornata della Ricerca Italiana in Cina. Possono candidarsi al Premio ricercatori di nazionalità italiana in possesso di un titolo di studio di livello universitario e che abbiano seguito almeno parte del proprio percorso di studi (universitari o post-universitari) in Italia; il candidato dovrà aver lavorato nell’ultimo quinquennio presso un’università o un ente di ricerca cinese per un periodo di almeno due anni, anche non continuativi. Bando e moduli sono qui